due anteprime imperdibili prima di svelarvi la prossima edizione

il 

è negli occhi

di chi guarda.

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dal 17 al 26 maggio 2024

ROMA

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ROMA

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ROMA

programma

Nato da un’idea di Alessandro Longobardi e con la direzione artistica di Alessia Gatta, Futuro Festival è un contenitore di esperienze plurime e trasversali, volte a generare una bellezza capace di vivificare gli spiriti, un dono che l’arte è capace di regalare.

Dieci giorni di promozione della danza come tendenza artistica interdisciplinare e sperimentale, con la messa in scena di spettacoli che riflettono la varietà di stimoli proposti da grandi firme del panorama internazionale ma anche da giovani proposte creative. Idee del gesto, azioni sceniche, contaminazioni urban e circensi, viaggi in una memoria di tradizioni e folclore nutrono poetiche diversificate ma in forte connessione reciproca.

Futuro Festival è pensato come una festa dedicata a chi vive di danza, ad appassionati, curiosi e alle nuove generazioni di spettatori ed artisti. Il programma comprende infatti attività extra: mostre, una rassegna di videodanza, opere d’arte partecipate, talk e dibattiti, workshop teorici e pratici, una battle ed un party con musica live, un flash mob e performance

Sfoglia subito il programma dettagliato della III edizione di Futuro Festival!

scarica il programma 2023!

programma

Nato da un’idea di Alessandro Longobardi e con la direzione artistica di Alessia Gatta, Futuro Festival è un contenitore di esperienze plurime e trasversali, volte a generare una bellezza capace di vivificare gli spiriti, un dono che l’arte è capace di regalare.

Dieci giorni di promozione della danza come tendenza artistica interdisciplinare e sperimentale, con la messa in scena di spettacoli che riflettono la varietà di stimoli proposti da grandi firme del panorama internazionale ma anche da giovani proposte creative. Idee del gesto, azioni sceniche, contaminazioni urban e circensi, viaggi in una memoria di tradizioni e folclore nutrono poetiche diversificate ma in forte connessione reciproca.

Futuro Festival è pensato come una festa dedicata a chi vive di danza, ad appassionati, curiosi e alle nuove generazioni di spettatori ed artisti. Il programma comprende infatti attività extra: mostre, una rassegna di videodanza, opere d’arte partecipate, talk e dibattiti, workshop teorici e pratici, una battle ed un party con musica live, un flash mob e performance

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Nato da un’idea di Alessandro Longobardi e con la direzione artistica di Alessia Gatta, Futuro Festival è un contenitore di esperienze plurime e trasversali, volte a generare una bellezza capace di vivificare gli spiriti, un dono che l’arte è capace di regalare.

Dieci giorni di promozione della danza come tendenza artistica interdisciplinare e sperimentale, con la messa in scena di spettacoli che riflettono la varietà di stimoli proposti da grandi firme del panorama internazionale ma anche da giovani proposte creative. Idee del gesto, azioni sceniche, contaminazioni urban e circensi, viaggi in una memoria di tradizioni e folclore nutrono poetiche diversificate ma in forte connessione reciproca.

Futuro Festival è pensato come una festa dedicata a chi vive di danza, ad appassionati, curiosi e alle nuove generazioni di spettatori ed artisti. Il programma comprende infatti attività extra: mostre, una rassegna di videodanza, opere d’arte partecipate, talk e dibattiti, workshop teorici e pratici, una battle ed un party con musica live, un flash mob e performance

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luoghi

Il Teatro Brancaccio, tradizionalmente considerato “Il Teatro di Roma” – dove si sono esibiti grandi attori come Totò, Aldo Fabrizi, Anna Magnani e Gigi Proietti oltre a musicisti di ogni genere, da Giuseppe Di Stefano ai Beatles, da Fabrizio De André a Jimi Hendrix, Louis Armstrong e Adriano Celentano – apre le sue porte alla cultura e alla danza contemporanea, mettendo a servizio della città e dei cittadini i suoi spazi, interni ed esterni. Il famoso palcoscenico, ambìto da molte realtà italiane ed internazionali, la luminosa sala performativa Brancaccino, il Brancaccino Open Air – Chapiteau, e gli incantevoli Giardini Brancaccio sono vetrina di nuove esperienze e incubatore di nuove generazioni. Si aggiunge la vicina galleria d’arte contemporanea Contemporary Cluster, sita nello storico Palazzo Brancaccio.

La programmazione e l’intento stesso del Festival, che si caratterizza per una chiara vocazione trasversale ed eterogenea, giustificano la scelta di abitare spazi vicini ma diversi. Ogni spettacolo o attività, a seconda della propria specificità, si svolge nel luogo più adatto, dando così il giusto ruolo alla cornice intorno ad artisti, partecipanti e spettatori. La fusione e la convivenza di differenti linguaggi del corpo entrano in connessione con la musica, l’arte visiva, la scrittura e la riflessione teorica sulle arti performative, veicolando culture e formae mentis. Tutto ciò acquisisce un valore prezioso perché lo spazio intono si fa dimora per incontri, scambi e sguardi. Il luogo dà significato all’avvenimento dell’atto performativo o all’attività collettiva svolta e reciprocamente ciò che succede nell’hic et nunc arricchisce lo spazio abitato.

luoghi

Il Teatro Brancaccio, tradizionalmente considerato “Il Teatro di Roma” – dove si sono esibiti grandi attori come Totò, Aldo Fabrizi, Anna Magnani e Gigi Proietti oltre a musicisti di ogni genere, da Giuseppe Di Stefano ai Beatles, da Fabrizio De André a Jimi Hendrix, Louis Armstrong e Adriano Celentano – apre le sue porte alla cultura e alla danza contemporanea, mettendo a servizio della città e dei cittadini i suoi spazi, interni ed esterni. Il famoso palcoscenico, ambìto da molte realtà italiane ed internazionali, la luminosa sala performativa Brancaccino, il Brancaccino Open Air – Chapiteau, e gli incantevoli Giardini Brancaccio sono vetrina di nuove esperienze e incubatore di nuove generazioni. Si aggiunge la vicina galleria d’arte contemporanea Contemporary Cluster, sita nello storico Palazzo Brancaccio.

La programmazione e l’intento stesso del Festival, che si caratterizza per una chiara vocazione trasversale ed eterogenea, giustificano la scelta di abitare spazi vicini ma diversi. Ogni spettacolo o attività, a seconda della propria specificità, si svolge nel luogo più adatto, dando così il giusto ruolo alla cornice intorno ad artisti, partecipanti e spettatori. La fusione e la convivenza di differenti linguaggi del corpo entrano in connessione con la musica, l’arte visiva, la scrittura e la riflessione teorica sulle arti performative, veicolando culture e formae mentis. Tutto ciò acquisisce un valore prezioso perché lo spazio intono si fa dimora per incontri, scambi e sguardi. Il luogo dà significato all’avvenimento dell’atto performativo o all’attività collettiva svolta e reciprocamente ciò che succede nell’hic et nunc arricchisce lo spazio abitato.

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Il Teatro Brancaccio, tradizionalmente considerato “Il Teatro di Roma” – dove si sono esibiti grandi attori come Totò, Aldo Fabrizi, Anna Magnani e Gigi Proietti oltre a musicisti di ogni genere, da Giuseppe Di Stefano ai Beatles, da Fabrizio De André a Jimi Hendrix, Louis Armstrong e Adriano Celentano – apre le sue porte alla cultura e alla danza contemporanea, mettendo a servizio della città e dei cittadini i suoi spazi, interni ed esterni. Il famoso palcoscenico, ambìto da molte realtà italiane ed internazionali, la luminosa sala performativa Brancaccino, il Brancaccino Open Air – Chapiteau, e gli incantevoli Giardini Brancaccio sono vetrina di nuove esperienze e incubatore di nuove generazioni. Si aggiunge la vicina galleria d’arte contemporanea Contemporary Cluster, sita nello storico Palazzo Brancaccio.

La programmazione e l’intento stesso del Festival, che si caratterizza per una chiara vocazione trasversale ed eterogenea, giustificano la scelta di abitare spazi vicini ma diversi. Ogni spettacolo o attività, a seconda della propria specificità, si svolge nel luogo più adatto, dando così il giusto ruolo alla cornice intorno ad artisti, partecipanti e spettatori. La fusione e la convivenza di differenti linguaggi del corpo entrano in connessione con la musica, l’arte visiva, la scrittura e la riflessione teorica sulle arti performative, veicolando culture e formae mentis. Tutto ciò acquisisce un valore prezioso perché lo spazio intono si fa dimora per incontri, scambi e sguardi. Il luogo dà significato all’avvenimento dell’atto performativo o all’attività collettiva svolta e reciprocamente ciò che succede nell’hic et nunc arricchisce lo spazio abitato.

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Privati, associazioni o aziende possono sostenere il FUTURO FESTIVAL in vari modi, dando un contributo prezioso per la promozione e la divulgazione culturale e artistica nella nostra regione.

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rassegna stampa

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«È arte, il pensiero che si fa movimento. E sapere della scena, una fenomenologia che studia il pubblico teatrale.
Ed è libertà, il non stare con i piedi per terra.»

Rodolfo di Giammarco
La Repubblica
5 aprile 2023

«Questo collettore di sguardi e di stili, e di contaminazioni di linguaggi,
trova di nuovo spazio nella luminosa sala studio dei Giardini Brancaccio»

Rodolfo di Giammarco
La Repubblica
30 giugno 2022

«È dedicato alla percezione di Tempo e Futuro, che di giorno in giorno muta
tra stravolgimenti sanitari e socio-politici del nostro millennio,

la seconda edizione del Futuro Festival, kermesse internazionale di danza e cultura contemporanea»

Ansa
28 giugno 2022

«Un festival che funziona come motore per l’incontro tra nuove generazioni di danzatori, mondo della produzione e pubblico.
Si chiama Futuro Festival. […] Con l’intento di mettere lo spettatore al centro,
il festival sarà aperto dalla tavola rotonda Re-movēre sulla fenomenologia del pubblico teatrale, per proseguire quasi ogni giorno con doppio appuntamento:
uno spettacolo pomeridiano nello chapiteau Brancaccino Open Air, seguito da uno serale al teatro principale.»

Federica Manzitti
Corriere della Sera. Roma.
5 aprile 2023

«Futuro Festival, kermesse internazionale di danza e cultura contemporanea, che torna al
Teatro Brancaccio […]
con il desiderio di indagare
le diverse forme del reale,
al fine di diagnosticare la malattia del presente
e costruire un nuovo orizzonte di senso. […] All’espressione artistica si accompagna
l’esercizio del pensiero.»

Katia Ippaso
Il Messaggero
29 giugno 2022

«Il futuro è negli occhi di chi guarda.
È in questo concetto il cuore – e la chiave di lettura –
della terza edizione di Futuro Festival.
[…] Gli “occhi” sono quelli di una potenziale
platea ancora da conquistare.
«In Italia – dice Alessandro Longobardi,
direttore generale del Brancaccio
– purtroppo la danza non riesce ad avere la popolarità
che esiste nelle scuole.
Il nostro impegno è partito dopo il Covid,
aprendo alla scuola di danza.
Questo festival è un’avanguardia.»
[…] A dare corpo – e movimento –
alla riflessione sarà il dialogo tra più arti,
all’insegna di sperimentazioni e contaminazioni,
tra danza, arte circense e altro
per meditare sulle nuove frontiere della danza e,
appunto, educare lo “sguardo” al nuovo.»

Valeria Arnaldi
Il Messaggero. Cronaca di Roma
5 aprile 2023

«Cronache di danza e storia contemporanea al Teatro Brancaccio di Roma»

Cesare Biasini Selvaggi
Exibart
29 luglio 2022

«È arte, il pensiero che si fa movimento. E sapere della scena, una fenomenologia che studia il pubblico teatrale.
Ed è libertà, il non stare con i piedi per terra.»

Rodolfo di Giammarco
La Repubblica
5 aprile 2023

«Un festival che funziona come motore per l’incontro tra nuove generazioni di danzatori, mondo della produzione e pubblico.
Si chiama Futuro Festival. […] Con l’intento di mettere lo spettatore al centro,
il festival sarà aperto dalla tavola rotonda Re-movēre sulla fenomenologia del pubblico teatrale, per proseguire quasi ogni giorno con doppio appuntamento:
uno spettacolo pomeridiano nello chapiteau Brancaccino Open Air, seguito da uno serale al teatro principale.»

Federica Manzitti
Corriere della Sera. Roma.
5 aprile 2023

«Il futuro è negli occhi di chi guarda.
È in questo concetto il cuore – e la chiave di lettura –
della terza edizione di Futuro Festival.
[…] Gli “occhi” sono quelli di una potenziale
platea ancora da conquistare.
«In Italia – dice Alessandro Longobardi,
direttore generale del Brancaccio
– purtroppo la danza non riesce ad avere la popolarità
che esiste nelle scuole.
Il nostro impegno è partito dopo il Covid,
aprendo alla scuola di danza.
Questo festival è un’avanguardia.»
[…] A dare corpo – e movimento –
alla riflessione sarà il dialogo tra più arti,
all’insegna di sperimentazioni e contaminazioni,
tra danza, arte circense e altro
per meditare sulle nuove frontiere della danza e,
appunto, educare lo “sguardo” al nuovo.»

Valeria Arnaldi
Il Messaggero. Cronaca di Roma
5 aprile 2023

«Questo collettore di sguardi e di stili, e di contaminazioni di linguaggi,
trova di nuovo spazio nella luminosa sala studio dei Giardini Brancaccio»

Rodolfo di Giammarco
La Repubblica
30 giugno 2022

«Futuro Festival, kermesse internazionale di danza e cultura contemporanea, che torna al
Teatro Brancaccio […]
con il desiderio di indagare
le diverse forme del reale,
al fine di diagnosticare la malattia del presente
e costruire un nuovo orizzonte di senso. […] All’espressione artistica si accompagna
l’esercizio del pensiero.»

Katia Ippaso
Il Messaggero
29 giugno 2022

«Cronache di danza e storia contemporanea al Teatro Brancaccio di Roma»

Cesare Biasini Selvaggi
Exibart
29 luglio 2022

«È dedicato alla percezione di Tempo e Futuro, che di giorno in giorno muta
tra stravolgimenti sanitari e socio-politici del nostro millennio,

la seconda edizione del Futuro Festival, kermesse internazionale di danza e cultura contemporanea»

Ansa
28 giugno 2022