Presentazione

Nel mese di luglio torna un’esplosione di energia vitale sulle tavole del palcoscenico del Teatro Brancaccio: arriva infatti FUTURO FESTIVAL ideato da Alessandro Longobardi e diretto dalla coreografa Alessia Gatta, il Brancaccio schiude così le sue porte dopo il lungo letargo in cui il covid 19 ha costretto il mondo dello spettacolo dal vivo.
Si riapre con coraggio, passione e gioia per ospitare la prima edizione di un contenitore all’insegna della danza contemporanea e della cultura: “un mese di promozione della danza come tendenza artistica interdisciplinare e sperimentale” proposto dall’associazione [MATRICE] N in collaborazione con Viola Produzioni e l’associazione BrancaccioDanza.
La danza contemporanea, la danza urbana insieme a forme di arte performativa dialogano con il pubblico per dare una fotografia delle nuove tendenze, di giovani danzatori e dei loro coreografi.
Un MELTING POT di culture, un CROCEVIA di sguardi, un COLLETTORE di stili eterogenei. Un LUOGO di contaminazioni fra diversi linguaggi tra passato e presente con uno sguardo al futuro.
FUTURO FESTIVAL nasce nel 2021, un anno in bilico fra paure, incertezze, speranze e voglia di cambiamento, accoglie danzatori, coreografi, docenti, studenti, artisti, operatori e appassionati della danza da tutto il mondo per incontrarsi e potersi ispirare attraverso lo scambio di idee e di ricerca, trasformando l’Estate Romana in un epicentro per la danza contemporanea.
Un polo d’attrazione, un’AGORÀ, dove respirare l’arte della danza, tutti insieme: studiosi, appassionati e operatori per dialogare, apprendere e promuovere nuove iniziative.
FUTURO FESTIVAL intende promuovere l’esperienza culturale sul territorio con l’organizzazione di attività che siano in grado di veicolare l’arte della danza come linguaggio universale, per l’espressione della narrazione mediante il movimento corporeo come liberazione dell’io, come immedesimazione in un viaggio tra le pieghe dell’animo umano che filtra, inevitabilmente in modo soggettivo, gli stati emozionali tradotti in movimento a ritmo di musica. Tutto comunque vissuto come passaggio di energia.
Intende inoltre essere motore per l’incontro tra generazioni di giovani danzatori, mondo della produzione e pubblico.

Alla sua prima edizione, Futuro Festival apre la porta del Teatro Brancaccio, alla danza e alla cultura contemporanea.

Il progetto nasce in un periodo storico globale incerto, contraddittorio, difficoltoso, in collaborazione con Alessandro Longobardi, direttore artistico del Teatro Brancaccio -gestito da Viola Produzioni-, che ringrazio per avermi affidato la direzione artistica del Festival, il quale si propone di soddisfare l’urgenza di un rinnovato disegno per universi futuri.

Un incontro eterogeneo di persone e delle loro visioni, un luogo di contaminazione tra differenti linguaggi accomunati dal desiderio di condivisione, per un’intrinseca volontà di educare all’ascolto, al pensiero e allo scambio. Un ambiente fertile che sappia accogliere sia coreografi affermati a livello internazionale sia una nuova generazione di artisti e danzatori, e poi docenti, allievi, operatori e appassionati di danza che si possano ispirare a vicenda attraverso il dialogo non solamente verbale bensì anche corporeo e musicale.

In particolare, il programma, all’insegna della promozione della danza come tendenza artistica interdisciplinare e sperimentale, vede la messa in scena di spettacoli caratterizzati da forti e specifiche identità, che riflettono la varietà di stimoli perseguiti dagli artisti. Una riflessione sull’umanità parte dall’indagine in merito al corpo per svilupparsi in un lavoro di creazione di estetiche del movimento. La sperimentazione coreografica dà vita a poetiche diversificate ma in connessione tra loro perché nutrono la danza in quanto veicolo comunicativo. Idee del gesto, azioni sceniche, ampie contaminazioni urban, ritorni alle origini, viaggi nel passato fatto di tradizioni e folclore, entrano nel vocabolario della danza contemporanea, talvolta narrativa, sensibile, poetica, talvolta evocativa, astratta, suggestiva affiancata da una particolare attenzione all’aspetto musicale, anch’esso eterogeneo.

Il 5 luglio si apre con la Tavola rotonda “re- movēre” – muovere di nuovo una riflessione sul contenuto artistico culturale come mezzo di inclusione e valorizzazione del territorio. A seguire la prima compagnia ospite l’anglo-catalana Humanhood con il passo a due “Sphera” che, nella seconda serata è preceduta dal DJ Lil ‘Jean figura di spicco della comunità  House Dance romana e della “Ballroom Scene”.

Si prosegue con la compagnia Zappalà Danza, colonna portante della danza contemporanea italiana che presenta, per la prima volta a Roma, “La Nona” e “Crolli”, primo nuovo debutto, di natura multidisciplinare, della [Ritmi Sotterranei] contemporary dance company, con OTI – Officine del Teatro Italiano. Successivamente in cartellone dalla Francia, la Compagnie Hervé KOUBI che, con “Boys Don’t Cry,  offre un proprio nuovo linguaggio nato dall’influenza delle danze urbane e della danza contemporanea; un duo di giovani e visionari coreografi/danzatori, Compagnia Riva&Repele con “Lili Elbe Show” riflettono, attraverso la narrazione di una vicenda biografica, sui temi dell’accettazione e della tolleranza, in serata condivisa con “Keeping Warm”, anch’esso primo debutto dei [Ritmi Sotterranei], dove tre donne devono fronteggiare il paesaggio apparentemente ostile che abitano. Chiude il mese la compagnia KoDance di Silvia Marti con “Clorophilia”, un lavoro fortemente ispirato dalla natura che esplora la possibilità di redenzione da parte dell’essere umano e “50MIN/MQ” di E_SPERIMENTI Dance Company/GDO che mostra l’ironia, la leggerezza, la teatralità emerse per affrontare limitazioni e condizionamenti. Non da ultimo, il Collettivo Soulscapes di Gianni Wers con “Water”, una lettura della condizione umana grazie alla metafora dell’acqua attraverso il linguaggio della house dance, in apertura del quale si esibiranno, in una performance, gli studenti che parteciperanno al workshop #UNMETROCUBO.

Ecco che Futuro Festival vuole essere un contenitore di esperienze volte a generare una bellezza capace di vivificare gli spiriti, un dono che l’Arte è capace di regalarci se ci poniamo aperti al sostegno reciproco, lungimiranti e responsabili nei confronti dell’oggi ma soprattutto del domani. Un festival, come la sua etimologia ci ricorda, che è pensato come una festa, dedicata a chi vive di danza, ma che per natura è inclusiva, con attività collaterali, come mostre, opere partecipate, dibattiti, conferenze, dj set, musica live oltre agli spettacoli, ai workshops e stages per educare le nuove generazioni di danzatori e per sensibilizzare l’intera cittadinanza alla riscoperta della cultura che può senza dubbio condurci al cambiamento verso una rinascita.

Alessia Gatta
[Direttore artistico FUTURO FESTIVAL]

Futuro Festival un nuovo contenitore per entrare nel mondo della Danza.
Un nome per guardare oltre, per progettare appunto il Futuro dopo questa esperienza distopica qual è il Covid-19. Dalle grandi disgrazie nascono i cambiamenti, si fa tesoro del bene e del male, nuove visioni prendono vita.
La Danza può essere uno dei percorsi per vivere il Futuro, nonostante nel nostro paese non sia ancora popolare, pur avendo migliaia di giovani che la studiano e la praticano. Poi?…………. Si perde qualcosa. Forse questa mancata attenzione può essere superata dando più spazio alle competenze, alla formazione e meno alle scorciatoie che vincono solo nel breve periodo, ma non determinano la crescita consapevole del pubblico.
La scelta di Alessia Gatta per la conduzione Artistica va in questa direzione. Respiriamo nuovamente, respiriamo aria nuova. Invitiamo le nuove compagnie oltre a quelle già affermate per solleticare la curiosità del pubblico a creare un nuovo corso. Apriamo in luglio, a capienza ridotta (500 posti), in uno spazio al chiuso che ha appena investito nella sicurezza CERTIFICATA COVID-FREE, mediante impianti inserimento nell’impianto aria di lampade igienizzanti battericide fotocatalizzatori XHP, per un abbattimento del 99% di virus e batteri.
In sintesi più sicuri dentro che fuori.
Ecco mi auguro che gli spettatori comprendano questo sforzo.
Non una sfida ma un atto d’Amore, senza pretendere ricompense. Ora il futuro è nelle mani degli spettatori. Viva la Danza in tutte le sue forme. Viva le nuove generazioni.
Che il Futuro Festival abbia inizio.

Alessandro Longobardi
[Direttore artistico TEATRO BRANCACCIO]